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15 DICEMBRE 2023

La cedolare secca sugli affitti brevi passa dal 21 al 26%

Dal 1° gennaio 2024 si innalza la tassazione

Novità nel settore degli affitti brevi: la bozza di legge di bilancio 2024 prevede, tra le altre cose, modifiche alle norme che regolano le locazioni brevi, prima fra tutte l'innalzamento dell'imposta sostitutiva che passa dal 21 al 26% nei casi previsti dalla legge.

Cosa si intende per affitti brevi?

Per locazioni brevi, regolate dal DL 50/2017, si intendono le attività di locazione di immobili ad uso abitativo situati in Italia per una durata non superiore a 30 giorni da parte di persone fisiche che agiscono al di fuori dell'esercizio dell'attività d'impresa.

Attualmente la cedolare secca è strutturata su due binari: per gli affitti a canone concordato e in presenza di specifici requisiti si applica l’aliquota del 10 per cento, mentre per la restante categoria di locazioni la percentuale dovuta è del 21 per cento.

Sugli affitti brevi l’aliquota applicata è quella del 21 per cento e in tale perimetro rientrano anche le locazioni turistiche, secondo quanto previsto dal decreto legge n. 50/2017, che ha introdotto quella che è stata definita come ‘tassa Airbnb’, e dalle successive modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2021, che ha ridisegnato i requisiti per l’applicazione della cedolare secca.


La regola dei quattro appartamenti

Non bisogna dimenticare che ad oggi è possibile applicare il regime di tassazione più vantaggioso rispetto all’IRPEF in caso di affitto per finalità turistiche di un numero massimo di quattro appartamenti all’anno. Superato questo limite, scatta l’obbligo di apertura della partita IVA per la gestione delle locazioni di brevi, con il conseguente passaggio alla tassazione IRPEF per aliquote e scaglioni.

Cosa cambia dal 1° gennaio 2024

Proprio su tale imposta sostitutiva interviene ora la legge di bilancio 2024 che intende portare l'aliquota del 21 al 26%, ma solo qualora sia destinato a locazione breve più di un appartamento per ciascun periodo d'imposta.

In caso di locazione breve di più di un appartamento scatta la maggiore aliquota del 26% sui canoni riscossi che riguardano gli appartamenti successivi al primo.

La tassazione del 26 per cento si applicherà non solo alle locazioni brevi di durata non superiore a 30 giorni, ma pure ai contratti che prevedono la prestazione di servizi di fornitura di biancheria e pulizia di locali, stipulati direttamente o tramite mediatori immobiliari, compresi i gestori di portali telematici.

Hai bisogno di una consulenza sui tuoi affitti brevi o intendi stipularne uno? Puoi scrivermi o telefonarmi, sono a tua disposizione.

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