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22 MARZO 2023

Dal 2023 i siti online di affitti brevi hanno l’obbligo di comunicare i dati al fisco

In arrivo regole più stringenti per le piattaforme come Airbnb e Booking

A partire dal primo gennaio 2023 è in atto una normativa più stringente per il settore degli affitti brevi, che impone alle piattaforme come Airbnb e Booking l’obbligo comunicare al fisco i dati dei locatori. Sulla linea del nuovo Digital Service Act della Commissione Europea, che impone più trasparenza alle piattaforme di affitti online, i codici fiscali dei locatori, i redditi percepiti e i dati catastali degli immobili affittati dovranno essere comunicati all’Agenzia delle Entrate, altrimenti si rischia di vedere bloccati i propri annunci e la possibilità di affittare.

La normativa in vigore

A partire dal 1° giugno 2017, ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve, la legge obbliga di rispettare l’aliquota del 21% sui canoni riscossi, sia per gli agenti immobiliari sia, teoricamente, anche per i privati che affittano sui portali online. Gli introiti devono poi essere indicati nella dichiarazione dei redditi e il locatore deve comunicare i dati degli affitti all’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno successivo alla conclusione del contratto, pena sanzioni da 250 euro fino a 2.000 euro. Infine, il Decreto Sicurezza del 2018 ha aggiunto l’obbligo di inviare alla questura i dati degli alloggianti.

Le novità dal 2023

Con la nuova normativa, i gestori delle piattaforme online avranno l’obbligo di identificare chi vende o affitta tramite il portale web e di comunicare i dati dei locatori, ogni trimestre, all’Agenzia delle Entrate, insieme ai corrispettivi percepiti e al numero di operazioni effettuate. Le informazioni relative al 2023 dovranno essere inviate entro il 31 gennaio 2024. Inoltre, tutti gli intermediari dovranno aggiungere alle altre comunicazioni obbligatorie anche i dati catastali degli immobili interessati.

Le piattaforme online hanno già cominciato a comunicare le novità ai locatori attivi, chiedendo i dati necessari per affittare nel 2023. I gestori potranno inviare fino a due solleciti ai locatori e avranno due mesi di tempo per bloccare i profili di chi non si adegua alla normativa.

Per chi non comunica le informazioni entro il 31 gennaio dell’anno successivo, ogni mancata comunicazione comporterà una multa tra i 3.000 e i 31.500 euro.

 

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